La non sicurezza costa 49 miliardi di euro: lo studio INAIL rilancia il valore della prevenzione

Un nuovo studio della Consulenza statistico-attuariale dell’INAIL quantifica in 49 miliardi di euro, pari al 2,3% del PIL nazionale, il costo complessivo degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali registrati in Italia nel 2023. Secondo l’analisi, gli eventi lesivi generano un impatto che va ben oltre gli aspetti assicurativi e sanitari, coinvolgendo produttività, organizzazione aziendale e competitività del sistema economico.

Lo studio evidenzia come ai costi diretti, legati ad assicurazioni, prestazioni economiche e spese sanitarie, si sommino numerosi costi indiretti spesso sottovalutati, tra cui perdita di produttività, fermo delle attività, danni a impianti e attrezzature, formazione dei sostituti, straordinari, costi amministrativi e possibili danni reputazionali. Tali oneri possono incidere in misura rilevante sui bilanci aziendali e sulla continuità operativa.

L’INAIL sottolinea che una corretta valutazione dei costi della non sicurezza può aiutare le imprese a orientare gli investimenti in prevenzione, formazione e organizzazione del lavoro. Il messaggio che emerge dall’analisi è chiaro: la sicurezza non rappresenta un costo, ma un investimento capace di generare valore, ridurre le perdite e rafforzare la competitività delle imprese nel lungo periodo.

Lo studio può essere reperito al link https://www.lavoripubblici.it/documenti2026/lvpb3/report-inail-costi-infortuni-lavoro.pdf

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