In Europa il software diventa un “prodotto”: da fine 2026 cambiano tutele e responsabilità aziendali

Entro il 9 dicembre 2026 gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno recepire la Direttiva (UE) 2024/2853, che equipara formalmente produttori e fornitori di software, app, soluzioni SaaS e sistemi di Intelligenza Artificiale ai produttori di beni fisici, introducendo una responsabilità diretta per i danni causati da bug, vulnerabilità e difetti digitali.

Per decenni il software ha operato in una sorta di “zona grigia” legislativa, regolata da norme europee sulla responsabilità da prodotto risalenti al 1985. Con l’entrata in vigore del nuovo quadro normativo, la distinzione tra beni fisici e prodotti digitali viene superata: sistemi operativi, firmware, applicazioni per PC e smartphone, servizi in cloud e algoritmi di IA saranno considerati a tutti gli effetti prodotti soggetti a rigorosi standard di conformità, con la sola esclusione del software open-source sviluppato al di fuori di attività commerciali.

La principale novità per imprese e utenti riguarda la gestione delle responsabilità. In caso di aggiornamenti difettosi, falle di sicurezza non risolte o errori di programmazione che provochino un danno concreto, il produttore potrà essere chiamato a rispondere direttamente. La tutela si estende inoltre oltre i danni fisici o materiali, includendo anche la distruzione o perdita irreparabile di dati.

La direttiva alleggerisce infine l’onere della prova a carico degli utenti nei casi che coinvolgono sistemi complessi, spostando sui produttori la dimostrazione della propria conformità tecnica.

Per le organizzazioni aziendali questo passaggio richiede un adeguamento strutturale: diventa prioritario rafforzare i processi di Quality Assurance e testing prima dei rilasci in produzione, garantire un piano continuo di gestione delle vulnerabilità e revisionare la contrattualistica B2B e B2C, incluse le clausole di manleva e gli SLA, in vista della scadenza di recepimento.

Dal punto di vista operativo, le aziende sono chiamate a rafforzare i controlli di qualità e le attività di test prima del rilascio dei prodotti, a documentare in modo accurato la gestione delle vulnerabilità e degli aggiornamenti, a rivedere contratti, accordi sui livelli di servizio (SLA) e clausole di responsabilità e a conservare adeguate evidenze tecniche utili a dimostrare la conformità del prodotto digitale ai requisiti applicabili.

A livello italiano, la direttiva è stata inserita nel disegno di legge “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2025”.

Fonte:: https://www.dday.it/redazione/58147/da-fine-2026-il-software-in-europa-diventa-un-prodotto-cosa-vuol-dire-e-cosa-cambia-per-gli-utenti

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