UE: Via libera alla semplificazione della reportistica sulla sostenibilità

Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato misure per semplificare la reportistica sulla sostenibilità e gli obblighi di due diligence, con l’obiettivo di ridurre il carico amministrativo sulle imprese e rafforzare la competitività europea. Le nuove regole, parte del Pacchetto Omnibus I, puntano a rendere più flessibili gli adempimenti e a creare un contesto normativo meno oneroso, soprattutto per le aziende di dimensioni medio piccole.

La revisione della Direttiva CSRD restringe in modo significativo il numero di imprese obbligate: saranno soggette alla rendicontazione solo quelle con più di 1.000 dipendenti e un fatturato annuo superiore a 450 milioni di euro; lo stesso criterio si applica alle aziende extra UE con pari livello di ricavi nell’Unione e alle loro filiali sopra i 200 milioni di euro. È previsto inoltre un esonero transitorio per le imprese della “wave one”, che non dovranno rendicontare per gli anni 2025 e 2026. Alcune holding finanziarie, sia europee sia extra europee, vengono esentate dalla reportistica consolidata.

Per la Direttiva CS3D sulla due diligence, l’obbligo si applicherà solo alle aziende molto grandi, con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato annuo. Secondo il Consiglio, queste imprese sono le più in grado di sostenere i costi e di esercitare un impatto rilevante lungo le proprie catene del valore.

Nel complesso, la semplificazione mira a ridurre la burocrazia senza eliminare gli standard di sostenibilità, tornando però a un impianto normativo più mirato e gestibile in un contesto geopolitico in rapido cambiamento.

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