PNNR e supporto per Industria 4.0

Il Piano Nazionale di Ripresa E Resilienza (PNRR), presentato recentemente dal governo, punta decisamente sul capitolo Transizione 4.0 a cui destina 13,97 dei complessivi 24,3 miliardi di euro collocati sul capitolo «digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo». L’esecutivo mette in cantiere anche una riforma integrale del sistema della proprietà industriale, a cui destina 30 mln di euro, e un taglio al cuneo fiscale per lavoratori e imprese impegnati in formazione 4.0.

Sul piano strategico le direttrici d’azione sono due:

– il potenziamento della ricerca di base e applicata e la promozione del trasferimento tecnologico sono le leve previste sul versante dell’offerta;

– la ridefinizione degli incentivi fiscali 4.0 per favorire più investimenti in beni immateriali e trasformare in senso digitale i processi produttivi sono gli interventi in cantiere sul lato della domanda.

Ai bonus fiscali potrà accedere anche la filiera editoriale. Gli altri fondi, invece, vengono così destinati:

– 750 mln agli investimenti ad alto contenuto tecnologico;

– 6,31 mld per le reti fisse e mobili ad altissima capacità e ultraveloci (come la banda ultra larga) per supportare la diffusione di tecnologie 4.0: sensori, Internet of Things, stampanti tridimensionali ecc.;

– 1,29 mld per economia spaziale e tecnologie satellitari,

– 1,95 mld alle politiche industriali di filiera e al capitolo internazionalizzazione.

Come cambiano gli incentivi 4.0. Il PNRR fissa i paletti. I bonus fiscali faranno leva su tre pilastri:

  • la conferma dell’ampliamento – già operativo dal 2020 – delle imprese beneficiarie, grazie alla sostituzione dell’iper-ammortamento (per sua natura fruibile dalle sole imprese con base imponibile positiva) con crediti fiscali di entità variabile a seconda dell’ammontare dell’investimento (comunque compensabili con altri debiti fiscali e contributivi);
  • il riconoscimento del credito non più su base annuale, ma in base agli investimenti effettuati nel biennio 2021/22 (per assicurare orizzonte certo alle imprese);
  • l’estensione degli investimenti immateriali agevolabili e l’aumento delle percentuali di credito e dell’ammontare massimo di investimenti incentivati.

Più in dettaglio, il PNRR raggruppa in tre tipologie gli investimenti che potranno fruire dei crediti di imposta:

  1. beni capitali;
  2. ricerca, sviluppo e innovazione;
  3. attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze.

La prima tipologia di bonus, in particolare, sostiene investimenti in beni materiali e immateriali connessi alla trasformazione digitale dei processi (i famosi «beni 4.0», indicati negli allegati A e B alla legge n. 232/2016) e in beni immateriali di natura diversa, ma strumentali all’attività dell’impresa.

Oltre ai bonus 4.0 arriveranno altre misure: sarà elaborato un modello di riqualificazione manageriale per le PMI e verranno sperimentati programmi di training ad hoc, di cui potranno usufruire i lavoratori in cassa integrazione, incentivati tramite il taglio (temporaneo) del cuneo fiscale sia per l’impresa che per il lavoratore. Infine, come detto, sarà riformato il sistema della proprietà industriale. La riforma, si legge nel PNRR: «Sarà elaborata dopo un processo di consultazione pubblica che avrà luogo nel 2021» e dovrà «definire una strategia pluriennale per la proprietà industriale, con l’obiettivo di conferire valore all’innovazione.

Fonte: https://www.italiaoggi.it/news/aiuti-4-0-per-14-miliardi-2516746

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