Export beni a uso duale, l’autorizzazione diventerà solo digitale

L’autorizzazione all’export di beni a doppio uso (civile e militare) diventerà nel 2022 obbligatoriamente digitalizzata con una forte semplificazione delle procedure. Il processo di migrazione sarà facilitato da un volontario programma sperimentale a cui le imprese potranno accedere attraverso le strutture dedicate del ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Proprio per favorire la migrazione del sistema alle procedure digitalizzate il ministero ha previsto un periodo di sperimentazione in cui le imprese potranno cominciare a prendere dimestichezza con il sistema. La sperimentazione avrà lo scopo anche di superare gli eventuali problemi di implementazione e di creare le condizioni perché le imprese possano accedere alla procedura, inviare l’istanza e i documenti allegati e ottenere risposta in tempi coerenti con lo sviluppo del proprio business. Il nuovo regolamento offre sicuramente dei vantaggi per le imprese (con la possibilità di ottener autorizzazioni di ampia portata), ma impone la creazione di programmi di controllo interni che devono, già oggi, garantire livelli di compliance globali dell’azienda, allineati agli standard richiesta dalla normativa operativa in diversi settori del commercio internazionale.

Per le imprese le procedure export control comportano un diretto raccordo con le regole di classificazione doganale e si realizzano attraverso il rispetto delle regole di compliance dell’AEO, dei modelli 231/2001 e dell’International Compliance Program (ICP) previsto proprio dal regolamento sui beni dual use.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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